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Regione: Legge speciale per l'Expo. Sarà creata una corsia preferenziale per i lavori connessi all'esposizione. La norma riguarderà anche Rho e Malpensa MILANO - «L'Expo è anche lotta contro il tempo». Davide Boni, l'assessore al Territorio della Regione, si scatena: sono alcuni giorni che fa notte per preparare la legge speciale sull'Expo. E spiega: «Le opere maggiori saranno realizzate sulla base di procedure fissate dalla legge nazionale. Eppure, non c'è solo la torre: l'Expo avrà altrettanto bisogno di infinite realizzazioni minori, collegamenti, raccordi del territorio. Tutte cose che devono, e dico devono, essere realizzate tempestivamente ».
E dunque, ecco
la legge speciale in salsa lombarda. «Il principio —
prosegue Boni — è quello di agevolare l'iter
urbanistico, creare una corsia preferenziale per i
lavori connessi all'esposizione». Nella sostanza, «i
Comuni approveranno gli indirizzi delle opere da
realizzare, dopodiché il successivo iter urbanistico
sarà gestito tra giunta del Comune e giunta regionale».
Quella che veniva chiamata «legge speciale per Milano »
sarà in realtà una legge speciale per l'Expo: «È ovvio
che la norma non potrà riguardare soltanto il capoluogo.
C'è ovviamente l'area di Rho, ma soprattutto non
possiamo dimenticare Malpensa. Voglio ricordare che nel
2015 è previsto un afflusso di trenta milioni di persone
in sei mesi». Ma Boni pensa anche a interventi come «la
salvaguardia dei Navigli, un patrimonio di Milano che
non può attendere oltre la risistemazione. Insomma: le
opere sono tante, il tempo è breve».
Non si può dire che Boni
abbia perso tempo. Già nei mesi passati, infatti, aveva
promosso un emendamento alla legge urbanistica per
semplificare le procedure. Senonché, la cosa era stata
fermata: prima, si era detto in commissione, vediamo se
l'Expo lo si vince. E ora? Dall'opposizione, osserva
Franco Mirabelli (Pd) che «noi siamo pronti a fare la
nostra parte nello stesso spirito che ha contraddistinto
la conquista dell'Expo. Ma la legge speciale deve
garantire tre cose: la qualità degli interventi, la loro
sostenibilità ambientale e che gli interventi restino
per il futuro dell'area ». E soprattutto «la legge non
potrà mai essere il veicolo, anzi la foglia di fico, per
operazioni che con l'Expo hanno nulla a che vedere».
Marco Cremonesi
04 aprile 2008
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