I risultati dell'indagine «Exponiti» illustrati da Letizia Moratti e Lucio Stanca
Expo, che ne
sanno i milanesi?
«Poco o nulla», risponde il 41%
<< Letizia Moratti
Lucio Stanca
Il sondaggio sul web conferma la scarsa informazione.
Pareri divisi sul futuro dell'area dopo l'evento del 2015
MILANO - La conferma della scarsa informazione dei cittadini milanesi sui temi legati all'Expo 2015 è arrivata con le risposte all'indagine «Exponiti», presentati martedì dal sindaco Letizia Moratti e dall'ad di Expo 2015 spa Lucio Stanca. Il 41% degli intervistati ha affermato di sapere poco o nulla dell'evento, e quasi il 24% ha scelto la risposta «così così». C'è invece convinzione sul fatto che l'evento sarà un fatto positivo per la città (77%), specie se porterà lavoro, verde e miglioramenti nella mobilità.
PIU' LAVORO, VERDE E TRASPORTI - Il sondaggio, lanciato lo scorso 25 maggio, è durato un mese e ha permesso di ascoltare la voce di 16.539 milanesi, tramite Internet o attraverso le risposte raccolte per strada dai ragazzi di Exponiti, che hanno percorso le vie del capoluogo lombardo. Alla domanda su che cosa sperano l'Expo porti a Milano, il 23% degli intervistati ha risposto più lavoro («Hanno capito che è uno strumento anticrisi», ha affermato il sindaco), il 17% più verde, l'11% più trasporti e il 10% più infrastrutture. Per il programma di eventi, la richiesta si concentra su quelli artistico-culturali (31%) e su quelli musicali (26%).
CHE FARE DELL'AREA - Sul futuro dell'area, infine, la città si divide in tre: divertimento (parchi tematici o stadi per concerti), housing sociale-servizi pubblici e verde si sono spartiti le risposte con cica il 22% a testa. «I cittadini non vogliono un parco della memoria di nessuna utilità alla città», ha detto Stanca, che ha annunciato la creazione di una «finestra» sul sito web www.exponiti.com per ricevere consigli su cosa fare dopo». I risultati «sono stati molto positivi e confermano la grande voglia di partecipazione», è stato il commento di Stanca. Anche la Moratti si è detta «molto soddisfatta dalle risposte, perché confermano le nostre intuizioni di una voglia della città di ridisegnare la propria carta d'identità - ha spiegato - con un Expo dove il software è più forte dell'hardware». L'ad di Expo 2015 ha poi promesso: «Questo è solo il primo momento di dialogo di uno sforzo di comunicazione e coinvolgimento che abbiamo iniziato».