Nuovo Cda convocato per giovedì.Penati: siamo preoccupati per l'impasse.Nomine Expo, Milano ferma da un annoEnnesimo rinvio su Glisenti.La Lega: ordine del giorno improponibile. |
Diana Bracco - presidente SoGe |
MILANO -
Un'altra fumata nera, un altro
rinvio. La nomina di Paolo Glisenti ad
amministratore delegato della società Expo
slitta nuovamente. Se ne riparlerà giovedì.
Ieri, per l'ennesima volta, è andato in
scena il braccio di ferro tra il presidente
dei revisori dei conti, il leghista, Dario
Fruscio e la presidente della società, Diana
Bracco. Oggetto: la ricapitalizzazione di
Expo 2015. Ancora una volta, nonostante le
rassicurazioni del numero 1 di Assolombarda,
la situazione non si è sbloccata. Anzi, si è
incancrenita. Quindi, il vertice di domani a
Roma, tra i soci Expo, a partire da Letizia
Moratti, con il premier Silvio Berlusconi e
il sottosegretario Gianni Letta assume una
valenza strategica. Per capire se c'è o meno
la volontà politica di andare avanti sulla
tortuosissima strada che porta al 2015.
Stesso copione dell'altra volta. La «rottura
» è affidata a una lettera che il leghista
Fruscio invia alla Bracco e agli altri
componenti del cda. Dove annuncia che non
sarà presente al cda. Il motivo? «L'ordine
del giorno che conteneva anche la nomina di
Glisenti e i relativi poteri, ndr - è
improponibile».
La questione
riguarda la ricapitalizzazione della
società, ossia i finanziamenti che
permetteranno a Expo di partire e di poter
pagare gli stipendi. La Camera di Commercio
ha messo la sua quota. Comune e Regione
hanno garantito il loro impegno ma manca
ancora un pezzo di carta. La Provincia lo
farà. Ma, secondo Fruscio, non è
sufficiente: l'assemblea dei soci deve avere
tutte le garanzie in mano e solo a quel
punto votare la ricapitalizzazione. «Ogni
deliberazione del cda - scrive Fruscio -
deve essere preceduta dalla convocazione
dell'assemblea ». Quindi, per il presidente
del collegio sindacale, quella di ieri è
stata una riunione assolutamente inutile,
«improponibile » appunto. Il cda si riunisce
lo stesso. E arriva alla conclusione
esattamente opposta. Non c'è bisogno di
convocare l'assemblea dei soci. «Era stato
formulato un dubbio - ha spiegato Diana
Bracco - che il cda dovesse convocare
un'assemblea per la ricapitalizzazione. Ma
nel frattempo io ho contattato tutti i soci
separatamente, i quali hanno preso l'impegno
a versare la propria quota, pertanto
nell'immediato noi non siamo chiamati a
riconvocare l'assemblea, e quindi possiamo
operare».
Tutto
risolto? Assolutamente no, perché
qualche socio non intende seguire la strada
indicata dalla Bracco. Per esempio la
Provincia. Almeno, fino a quando non ci sarà
un chiarimento tra la Bracco e Fruscio.
«Cresce la preoccupazione per l'attuale
impasse in cui si trova la società di
gestione dell'Expo - attacca il presidente
della Provincia, Filippo Penati - Credo
sarebbe opportuno che ci fosse un
chiarimento urgente tra il presidente della
società Diana Bracco e Dario Fruscio,
presidente del collegio sindacale di Expo,
che hanno sul tema della ricapitalizzazione
opinioni diverse. Mi auguro che ci sia
quanto prima un incontro chiarificatore».
Quindi, anche il cda di giovedì rischia di
concludersi con un nulla di fatto. Intanto,
la Moratti annuncia che Palazzo Marino sta
lavorando sulla proposta dell'ad di F2I,
Vito Gamberale: finanziare parte delle opere
che non hanno ancora una copertura se
Palazzo Marino intenderà dismettere alcuni
asset come le partecipazioni in Serravalle,
Sea e la gestione dell'Ecopass: «È una
ipotesi sulla quale stiamo lavorando da
tempo, vedremo se andrà a maturazione».
