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Nessun impegno del
governo sulle risorse mancanti
Fondi per l'Expo:
Roma frena
Milano
Castelli: risorse
per 5 miliardi, ma servono per grandi opere
Il Pdl: prima finanziamenti per le forze dell'ordine
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![]() Roberto Formigoni volerà a Roma con Letizia Moratti per chiedere al Cipe di impegnarsi sulle risorse mancanti per le opere connesse all'Expo 2015.
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MILANO — Milano prova a «prenotare» i
2,3 miliardi mancanti per Expo. Giovedì, il
sindaco-commissario Letizia Moratti e il
governatore Roberto Formigoni voleranno a
Roma per chiedere al Cipe di «impegnarsi»
sulle risorse mancanti per le opere connesse
all'Esposizione del 2015. Ma a Roma tira una
brutta aria. C'è l'intervento a gamba tesa
di Fabrizio Cicchitto (FI) e Maurizio
Gasparri (An): «Prima di pensare alle
risorse per l'Expo si pensi alle risorse per
le forze dell'ordine». E ci sono fonti
governative molto decise: «L'esecutivo non
prenderà nessun impegno sulle risorse
mancanti». Ciliegina sulla torta: la Lega
chiede che le risorse — se ci sono — siano
spalmate su tutto il Nord e non solo sulla
Lombardia e che l'Expo non è la priorità.
Giornata altalenante per le sorti di Expo.
Lunedì in mattinata, la Moratti ha incontrato i vertici della sua maggioranza chiedendo un impegno forte sulle risorse mancanti. I presenti, parlano di un sindaco molto preoccupato che ha chiesto senza mezzi termini a tutti i presenti di fare azione di lobbying sul governo in ogni sede. Con una deadline: l'incontro al Cipe di giovedì. Altrimenti? Altrimenti Expo entra in crisi. «Cercheremo di far comprendere a tutti i parlamentari — attacca il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi — che Expo è un'opportunità per tutti». Nel pomeriggio, una schiarita, ma solo di facciata. Al Tavolo Lombardia, presieduto da Formigoni — con un Filippo Penati che diserta l'incontro ufficiale perché tenuto all'oscuro di una riunione ristretta tra i vari soci Expo — si è presentato il sottosegretario alle Infrastrutture, Roberto Castelli, annunciando che tra rifinanziamento della legge obbiettivo per le grandi opere e i fondi Fas ci sono 5 miliardi di euro a disposizione. Ben oltre la quota che manca. Peccato che questi soldi non siano «esclusiva» di Expo. Ma servano per le grandi opere del Nord. A partire dal Mose di Venezia. «La scelta delle priorità — attacca Castelli — sarà fatta dal governo. Dal ministro Matteoli ma anche dal premier Silvio Berlusconi».
Vuol dire che la decisione su come utilizzare i 5 miliardi sarà squisitamente politica. Per questo, la Moratti e Formigoni cercano di anticipare possibili decisioni penalizzanti per l'Expo. Giovedì saranno a Roma per la riunione del Cipe e presenteranno un'informativa dove, nero su bianco, si specificherà quante risorse servono e quando si chiederanno i finanziamenti per le opere. «Dal Cipe — attacca la Moratti — attendo un segnale di volontà politica positiva. Non c'è l'esigenza di avere i fondi adesso, c'è l'esigenza politica di sapere che quando le opere arriveranno in Cipe i fondi ci saranno. Ora ci vuole volontà politica. Non è questione di campanile, Expo è una risorsa per l'Italia». La Moratti, in pratica, chiede che altre grandi opere non passino davanti alle infrastrutture Expo del 2015. E le parole dei due presidenti del Pdl? «Sto a quello che ci ha detto Castelli — risponde la Moratti —. I fondi della legge obbiettivo sono per la legge obiettivo». «Una riunione assolutamente inutile» è il commento di Penati. «È l'ennesimo auspicio ma non una scelta concreta del governo — attacca l'opposizione con i parlamentari Vinicio Peluffo ed Emanuele Fiano —. Noi sappiamo che il governo è venuto giovedì scorso in aula a dire che mancano 2 miliardi e 700 milioni».
Lunedì in mattinata, la Moratti ha incontrato i vertici della sua maggioranza chiedendo un impegno forte sulle risorse mancanti. I presenti, parlano di un sindaco molto preoccupato che ha chiesto senza mezzi termini a tutti i presenti di fare azione di lobbying sul governo in ogni sede. Con una deadline: l'incontro al Cipe di giovedì. Altrimenti? Altrimenti Expo entra in crisi. «Cercheremo di far comprendere a tutti i parlamentari — attacca il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi — che Expo è un'opportunità per tutti». Nel pomeriggio, una schiarita, ma solo di facciata. Al Tavolo Lombardia, presieduto da Formigoni — con un Filippo Penati che diserta l'incontro ufficiale perché tenuto all'oscuro di una riunione ristretta tra i vari soci Expo — si è presentato il sottosegretario alle Infrastrutture, Roberto Castelli, annunciando che tra rifinanziamento della legge obbiettivo per le grandi opere e i fondi Fas ci sono 5 miliardi di euro a disposizione. Ben oltre la quota che manca. Peccato che questi soldi non siano «esclusiva» di Expo. Ma servano per le grandi opere del Nord. A partire dal Mose di Venezia. «La scelta delle priorità — attacca Castelli — sarà fatta dal governo. Dal ministro Matteoli ma anche dal premier Silvio Berlusconi».
Vuol dire che la decisione su come utilizzare i 5 miliardi sarà squisitamente politica. Per questo, la Moratti e Formigoni cercano di anticipare possibili decisioni penalizzanti per l'Expo. Giovedì saranno a Roma per la riunione del Cipe e presenteranno un'informativa dove, nero su bianco, si specificherà quante risorse servono e quando si chiederanno i finanziamenti per le opere. «Dal Cipe — attacca la Moratti — attendo un segnale di volontà politica positiva. Non c'è l'esigenza di avere i fondi adesso, c'è l'esigenza politica di sapere che quando le opere arriveranno in Cipe i fondi ci saranno. Ora ci vuole volontà politica. Non è questione di campanile, Expo è una risorsa per l'Italia». La Moratti, in pratica, chiede che altre grandi opere non passino davanti alle infrastrutture Expo del 2015. E le parole dei due presidenti del Pdl? «Sto a quello che ci ha detto Castelli — risponde la Moratti —. I fondi della legge obbiettivo sono per la legge obiettivo». «Una riunione assolutamente inutile» è il commento di Penati. «È l'ennesimo auspicio ma non una scelta concreta del governo — attacca l'opposizione con i parlamentari Vinicio Peluffo ed Emanuele Fiano —. Noi sappiamo che il governo è venuto giovedì scorso in aula a dire che mancano 2 miliardi e 700 milioni».
Maurizio Giannattasio
16 dicembre 2008
