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 News
 
Domani la Moratti a Parigi per l'assemblea generale del Bie

 

Oggi nasce la società Soge, che gestirà l'Expo.

Soldi per viaggi, delegati Bie e dossier: «Otto milioni per battere Smirne».  Rizzo: spese eccessive e da chiarire.

 

MILANO — Oggi, diventa ufficiale anche la società. Questa mattina davanti al notaio viene formalizzata la nascita della società Soge per l'Expo. «Una soluzione — ha commentato il ministro Ignazio La Russa — a cui ho collaborato anch'io, facendo venire meno ogni pretesa di parte». Domani, poi, il sindaco Moratti, insieme al governatore Formigoni e al ministro Frattini, volerà a Parigi per l'assemblea generale del Bie e presenterà all'assemblea plenaria lo stato dei lavori. Intanto, l'ex ministro D'Alema fa sapere di essere stato chiamato dalla Moratti a far parte di un comitato internazionale che seguirà l'Expo: «Perché il sindaco sa quanto era stato importante il contributo mio e del governo Prodi».

 

Conquistare l'Expo? Una spesa di oltre otto milioni di euro. Il rendiconto è stato reso pubblico dal sindaco Letizia Moratti, che la scorsa settimana ha risposto alle interrogazioni presentate su questo tema dal consigliere Basilio Rizzo, di Lista Fo. Il bilancio è stato approvato il primo aprile dal consiglio direttivo del Comitato di candidatura, durante un incontro con i rappresentanti della presidenza del Consiglio dei Ministri. Dal primo dicembre 2006 al 31 dicembre 2007 le entrate sono state di 4.265.729 euro a fronte di 4.239.569 spese sostenute. Le principali voci di uscita, in questa parte di bilancio, sono state l'organizzazione di eventi e manifestazioni per promuovere la candidatura; la presentazione del dossier ai delegati del Bureau International des Expositions; la visita ispettiva dei delegati Bie a Milano, nell'ottobre 2007; la presentazione del dossier di candidatura (per la cui preparazione e stampa sono stati pagati 319.127 euro, cui se ne aggiungono 20 mila circa per il rendering, oltre 51 mila per il plastico e 43 mila per il video).

 

Negli ultimi tre mesi prima del voto a Parigi i conti sono raddoppiati rispetto all'anno precedente: altri 4.599.917 euro a fronte di nuove entrate per 4.265.729 rendite garantite da enti pubblici e sponsor. A questo proposito, la parte del leone- finanziatore l'ha giocata lo Stato con 3 milioni di euro, seguito da Regione (680 mila) e Provincia (615 mila), poi Comune (595 mila) e Camera di Commercio (553 mila euro). Spulciando alla voce «attività istituzionale» si ricava che le spese per le missioni all'estero sono state di 538.437 euro, quelle per il materiale promozionale di 244.612 (comprese 184 mila euro di gadget e materiale di rappresentanza), quelle per organizzare eventi e manifestazioni di 2.493.170.

 

I costi per il personale sono consolidati in 974 mila euro, mentre l'altra voce rilevante è quella dell'attività commerciale: 602 mila euro per l'ospitalità, 1.178.299 per organizzare eventi e manifestazioni, 1.220.418 per la presentazione all'assemblea generale a Parigi. «Non mi pare si possa dire che si è speso poco — commenta Rizzo — e soprattutto ho sempre più forte il dubbio che parte di questi soldi, e di quelli spesi per altri eventi non organizzati dal Comune, siano andati a finanziare un sottobosco di amici e persone che già avevano lavorato per il sindaco o per alcuni rappresentanti politici». Non tutte le kermesse sono state sovvenzionate dall'amministrazione.

 

Il Festival dell'Ambiente, organizzato dalla Fiera, ha avuto un budget di spesa di 1.676.052 euro che la società di largo Domodossola ha sostenuto usando anche contributi di Regione, Provincia, aziende private: tra queste figurano società dove entrano anche capitali pubblici: A2A ha versato con Amsa 310 milioni di euro, Atm, Eni, Sea e Milano Ristorazione altri 30 ciascuno. «Quindi — chiosa Rizzo — sempre di soldi dei cittadini si tratta». Il Festival, tanto per citare alcune voci curiose, è costato 347 mila euro in «campagna di comunicazione», 169 mila in «materiali» (5 mila capellini personalizzati valgono in tutto 6.500 euro e 5 mila pettorine addirittura 15 mila), 21 mila euro in «gala dinner» (200 euro a pasto: ma, più avanti, i coffe break costano 15 euro a persona), senza contare i soldi e gli alberghi per i relatori e gli ospiti. E ancora, 125 mila euro di «piano di comunicazione» e 90 mila di «segreteria organizzativa». Conclude Rizzo: «Forse le spese dovrebbero essere comunicate per tempo in nome di una maggiore trasparenza, visto che qualcuno potrebbe anche obiettare che, gestendo tra l'altro un tema delicato come quello della nutrizione e della fame nel mondo, si potrebbero magari fare scelte più sobrie».

 

Elisabetta Soglio
01 dicembre 2008

 

 

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